Casette da giardino: c’è bisogno di un permesso edilizio?

Nel nostro territorio è impossibile edificare senza chiederne il permesso, o comunque notificare l’operazione. Questa regola si estende anche a quelle che non consideriamo delle vere e proprie case. Persino per posizionare un prefabbricato in giardino dovremo seguire l’iter legale necessario. Questo varia a seconda della Regione di appartenenza, ma in linea di massima dobbiamo comunicare all’Ente – tramite apposita documentazione – dove, come e perché intendiamo posizionare il prefabbricato. Questa procedura è ancora più delicata se decidiamo di posizionare la casetta su suolo pubblico, oppure in una zona protetta da vincoli paesaggistici e ambientali, oppure di tipo archeologico.

La prima cosa da fare quindi è cercare di ottenere il permesso per costruire. Dobbiamo presentarne domanda con annessa documentazione in cui si descrive il prodotto (in questo caso la casetta). Oltre a metratura, struttura e descrizione dei materiali dobbiamo allegare una piantina del prefabbricato, delle foto dello stesso, e il papier deve essere siglato da un professionista (architetto, geometra o ingegnere).

Una volta raccolti tutti i dati del caso dobbiamo depositare il fascicolo presso l’Ente Comunale di riferimento. Questo documento prende il nome di DIA (ovvero Denuncia di Inizio Attività), altresì detta SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività). Se entro 30 giorni dalla data di deposito non riceviamo nessun tipo di sollecito o richiamo, allora la domanda può considerarsi accettata. In questo caso possiamo provvedere a costruire, o impiantare il prefabbricato. In caso di esito negativo invece sarà l’Ente a comunicarvi come muovervi.

Tutto il discorso si complica se vogliamo costruire in un suolo pubblico o in uno protetto. Nel primo caso avremo bisogno del permesso firmato da tutti i condomini, nel secondo invece dovremo presentare anche il CIL (una relazione redatta da uno specialista che attesta l’idoneità del luogo e del progetto del richiedente). Questa ulteriore aggiunta potrebbe dilatare di gran lunga i tempi di attesa per una risposta.

Se vogliamo conoscere meglio le leggi che regolano le procedure edilizie possiamo consultare questa guida, o più in generale la Legge Nazionale ovvero il D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 – e nello specifico le Leggi Regionali e il Regolamento Edilizio Comunale.