Che tipo di resina si usa per i pavimenti?

Come possiamo leggere in questo articolo la resina è ampliamente sfruttata nel settore dell’edilizia. A partire dagli anni Novanta poi questo materiale è stato usato anche per la creazione di pavimenti. È bene dire che ogni pavimento necessita di un tipo diverso di resina, che può essere acrilica, poliuretanica, epossidica, metacrilata e in poliuretano cemento. In base al tipo di resina prescelte avremo quindi dei pavimenti impregnanti, filmogeni, multistrato, autolivellanti e massetti. In tutti i casi, prima di calare la resina sulla superficie, dovremo piazzare il massetto di sottofondo per rendere il pavimento liscio e portarlo a un livello costante.

La resina autolivellante epossidica è tra le più sfruttate in edilizia. La sua caratteristica principale è quella appunto di regolarsi autonomamente nel coprire le superfici (che per forza di cose devono essere ben livellate, prive di buchi o deformità, se vogliamo che l’operazione riesca bene!). Oltre questa ha numerose altre proprietà: resiste bene agli urti, si pulisce con facilità, non si usura facilmente ed è immune agli agenti chimici. Viene apprezzata anche a livello estetico, in quanto ci dà modo di creare pavimentazioni o sculture artistiche e originali.

Per la realizzazione di superfici industriali, o comunque soggette a forte stress di carico, solitamente viene impiegata la resina multistrato epossidica. In questo caso il fondo può essere realizzato in calcestruzzo, gres, sabbia-cemento o clinker.

Se invece abbiamo bisogno di un pavimento che resista bene anche agli agenti chimici possiamo optare per una resina in metacrilato. Questa asciuga abbastanza in fretta, mantiene a lungo le sue proprietà – che non si alterano neanche a basse temperature.

La resina poliuretanica invece è nota per la sua resistenza ai raggi UV, agli agenti esterni, all’usura e ai graffi in generale. Di solito viene usata anche per coprire superfici molto estese, oppure quelle in gres già esistenti per esempio, e prevede tempi di posa abbastanza lunghi (di solito dai 6 agli 8 giorni). Nonostante sia un materiale quasi impossibile da scalfire, dobbiamo fare attenzione all’umidità che invece potrebbe danneggiarne la superficie. Per non aver problemi di questo genere basterà preparare un buon fondo prima di impiantarla.